Una storia di dati

Questa è una storia di dati. Di dati aperti. E di una classe di un liceo scientifico. E di un giovane di 20 anni che parte per la Spagna. Ma andiamo con ordine.

Tutto inizia, ai tempi di oggi, con la classe IV F del Liceo Mancini di Avellino, che viene a trovarci, noi di Hetor, per un progetto sugli open data. Tra le attività che proponiamo loro, un gruppo si occupa di un interessante dataset dell’Archivio di Stato, il Casellario Politico Centrale che raccoglie i dati su tutti i sorvegliati per ragioni politiche durante il fascismo.

Il gruppo che lavora sul Casellario Politico dei sorvegliati, ristretto alla Provincia di Avellino, si impegna a fondo nel ripulire i dati e nell’aggiungere informazioni, tra cui la geolocalizzazione dei luoghi menzionati. Creano diverse visualizzazioni, si divertono nel sistema (moderatamente, come è giusto che sia :-)). E, alla fine, noi pubblichiamo il loro dataset, qui in Hetor.

Fin qui, tutto normale. Anche troppo. Una buona pratica di open data, condita con l’entusiasmo di un gruppo di diciassettenni. Se non fosse che, tra le varie attività, esce fuori una visualizzazione interessante, che mostra la ultima residenza nota di ciascuno dei sorvegliati speciali. Eccola.

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Si vede da qui come molti dei sorvegliati scappano, chi negli Stati Uniti, chi in Sudamerica, chi in Australia. Notate qualcosa di strano? Provate a zoommare sull’Europa, e si vede qualcosa. Che spicca. Un solo puntino, solitario, sulla Spagna.

fotopartigianoQuesta immagine viene mostrata in vari seminari, è simpatica e mostra in un solo colpo tutta la attività fatta dai ragazzi. Ma questo puntino continua a essere evidente, a stimolare curiosità. Si tratta di Giuseppe Cristino, di Montecalvo Irpino. Nato nel 1918, morto a 23 anni.
Come faceva un rifugiato politico a scegliere la Spagna per fuggire dall’Italia fascista? In quel periodo, in Spagna si combatte una guerra civile, crudele come tutte le guerre, perché fuggire lì?

E qui scatta l’aiuto del “migliore amico del curioso”, Google. Un paio di ricerche, incrociate, per verificare le informazioni. Ed ecco la storia, quella di un ventenne, antifascista, che scappa, prima, a Parigi per poi passare in Spagna per arruolarsi nelle Brigate internazionali che combattevano contro Franco. Di nascosto dei genitori. Combatte, nella Battaglia dell’Ebro, e, insieme ad altri 30.000, viene catturato prigioniero. In un campo di concentramento in Spagna, sfinito dagli stenti, muore, poi, nel 1941 di tifo.

E questo era il senso di questo puntino solitario sulla mappa, quella di un ragazzo di venti anni, che all’età in cui tutti noi, fortunatamente, abbiamo avuto altri pensieri, ha deciso di scappare e andare a combattere. E mi sembra importante che io abbia risposto, stasera, alla chiamata che veniva da quel puntino solitario sulla mappa. E abbia raccontato la sua storia, quella di Giuseppe Cristino, morto a 23 anni in Spagna.

Questa è una storia di dati. Di dati aperti.

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