Hetor e alternanza scuola-lavoro: un’accoppiata vincente!

Un suono inconfondibile riecheggia in lontananza… Driiiin!!! La campanella: è iniziata la scuola!

Per dare il bentornato ai ragazzi, Hetor ha deciso di presentare tutte le attività e i risultati che gli studenti hanno raggiunto alla fine dello scorso anno scolastico. In particolare, hanno collaborato con noi 4 scuole campane, situate nelle province di Avellino, Caserta e Salerno, coinvolgendo in totale circa 100 alunni.

 

I progetti realizzati dagli studenti hanno avuto come obiettivo principale la valorizzazione e promozione del proprio territorio attraverso l’utilizzo degli Open Data.

Nei primi incontri tenutisi presso l’ateneo di Salerno, i ragazzi hanno appreso il concetto di Open Data e le molteplici funzionalità della piattaforma sociale SPOD, strumento che hanno utilizzato nelle attività successive per raccogliere e co-creare i dati.

Oltre ai dataset, alla fine del progetto i ragazzi hanno realizzato degli articoli corredati da datalet e pubblicati sul blog di Hetor. Inoltre, in una sezione dedicata, è stata creata una pagina per ciascuna scuola in cui sono presenti tutti i lavori svolti durante il percorso di Alternanza scuola-lavoro.

Liceo Gian Battista Vico, Nocera Inferiore (SA)

I 9 studenti dei licei Classico e Linguistico G. B. Vico hanno collaborato con Hetor divisi in 3 gruppi di lavoro. Alla fine delle ore previste, i ragazzi hanno realizzato 3 dataset: Museo Open, Itinerari Culturali e Fabbriche dismesse.

Essi sono stati concepiti dai ragazzi allo scopo di valorizzare la propria città e il proprio territorio. Durante le attività gli alunni hanno anche scattato personalmente le foto inserite nei dataset, ulteriore momento di apprendimento pratico e interattivo.

Ecco una delle datalet realizzata dai ragazzi con i dati raccolti:

 

L’esperienza con gli studenti si è rivelata estremamente positiva, come dimostra uno dei commenti dei partecipanti alla fine del percorso di Alternanza scuola-lavoro:

La mia esperienza di alternanza scuola lavoro è stata, per diverse ragioni, davvero molto positiva ed interessante. Ho potuto valorizzare gli oggetti presenti nelle vetrine del liceo G.B. Vico, ormai dimenticati da molti. Ho imparato a creare inventari, prima cartacei e poi in formato digitale, attraverso la creazione di dataset. Ho conosciuto nuove piattaforme come, ad esempio, SPOD. Spero di continuare con questo percorso di alternanza per poter maggiormente valorizzare, non solo a livello regionale ma anche internazionale, i beni che custodiamo all’interno del liceo, utilizzando SPOD e Hetor come mezzo di diffusione.

Maria Nunzia Sciacca, Liceo Linguistico G.B. Vico classe 3EL

Liceo Armando Diaz, San Nicola La Strada (CE)

Il Liceo A. Diaz ha visto la collaborazione di 27 studenti che hanno lavorato divisi in 4 gruppi, ognuno dei quali ha realizzato un dataset: Museo Open della civiltà contadina di San Nicola La Strada, Risorse e Beni culturali minori, Stradario Ragionato di San Nicola la Strada, Casellario Politico per la provincia di Caserta.

Oltre ai dati raccolti sulla piattaforma, i ragazzi hanno realizzato le foto delle risorse locali al fine di valorizzare maggiormente il proprio territorio. Inoltre, gli studenti hanno creato numerose datalet, anche di una certa complessità, dimostrando il loro interesse nelle attività svolte. Ecco un esempio:

 

Liceo Pasquale Stanislao Mancini, Avellino (AV)

I 20 studenti  del Liceo A. Mancini hanno collaborato al progetto Hetor realizzando 4 dataset: Casellario Politico per la provincia di Avellino, Marchi di Fabbrica nella provincia di Avellino, Museo Irpino “Mefite”, Museo Irpino “Epigrafi”.

I ragazzi hanno svolto un eccellente lavoro di analisi dei dati, realizzando degli articoli molto dettagliati, arrivando a ricostruire delle vere e proprie storie sui dati corredati dalle datalet.

 

 

Istituto Angelo Maria Maffucci, Calitri (AV)

I 39 studenti del Maffucci si stanno concentrando su varie risorse del territorio di Calitri e zone limitrofe: chiese e luoghi artistici, storia locale di Bisaccia, casali, arti e mestieri del Museo di Aquilonia, usi e costumi locali e le aziende agricole. I dataset non sono stati ancora pubblicati poiché le attività sono ancora in corso. Ma non temete, presto saranno disponibili.

Intanto, vi mostriamo in anteprima una datalet che riguarda uno dei dataset che gli studenti stanno ultimando:

 

Una serie di attività concluse, alcune in corso ed altre stanno per cominciare: una proficua collaborazione con gli studenti campani volta alla valorizzazione del territorio.

 

Il team di Hetor ringrazia i ragazzi per l’impegno dimostrato augurandogli un buon inizio di anno scolastico!

 

50 Top Pizza 2017: le migliori pizzerie d’Italia

Vi avevamo già raccontato la storia della pizza e le sue origini in un precedente articolo.

Oggi, invece, vi diciamo dove trovare le 50 migliori pizzerie di tutta Italia, secondo una classifica divulgata a Castel dell’ Ovo in occasione della presentazione della guida online “50 Top Pizza”, a cura di Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere.

Una classifica stilata con “cento ispettori che in forma anonima hanno valutato la qualità del cibo, la carta dei vini e delle birre, la ricerca in cucina e la piacevolezza dello spazio”.

 

 

Il team di Hetor, al fine di completare il lavoro sui prodotti tipici campani e i relativi produttori, è partito da questa classifica ampliandola e arricchendola di informazioni aggiuntive, come la geolocalizzazione e il sito internet di ogni locale, per avere un quadro completo e open delle pizzerie migliori d’Italia.

Come si può osservare dalla datalet, la maggior parte delle pizzerie della top 50 si trovano in Campania, precisamente a Napoli e Caserta.

 

In realtà, si può gustare la ‘vera pizza napoletana’ anche nelle altre regioni d’Italia, a patto che vengano rispettati gli standard qualitativi richiesti dal marchio della pizza S.T.G.

 

In occasione della presentazione della guida “50 Top Pizza”, sono stati assegnati 15 ulteriori riconoscimenti, tra cui “miglior comunicazione web“, “valorizzazione del Made in Italy“, “miglior carta dei vini/birre” e il tanto ambito premio per la “pizza dell’anno“.

 

 

Sebbene la maggior parte dei locali siano prevalentemente ristoranti e pizzerie, in molti altri è possibile gustare anche altri piatti, bevande e specialità culinarie.

 

 

Adesso vi sveliamo in anteprima le prime tre classificate: un podio tutto campano!!!

 

  1. Pepe in grani a Caiazzo (CE);
  2. Gino Sorbillo ai Tribunali a Napoli;
  3. Francesco & Salvatore Salvo a San Giorgio a Cremano (NA).

Ora che ne sapete un po’ di più sui locali presenti in tutta Italia in cui poter gustare la vera pizza napoletana, non vi resta che partire per un gustoso tour estivo!

 

Una storia di dati

Questa è una storia di dati. Di dati aperti. E di una classe di un liceo scientifico. E di un giovane di 20 anni che parte per la Spagna. Ma andiamo con ordine.

Tutto inizia, ai tempi di oggi, con la classe IV F del Liceo Mancini di Avellino, che viene a trovarci, noi di Hetor, per un progetto sugli open data. Tra le attività che proponiamo loro, un gruppo si occupa di un interessante dataset dell’Archivio di Stato, il Casellario Politico Centrale che raccoglie i dati su tutti i sorvegliati per ragioni politiche durante il fascismo.

Il gruppo che lavora sul Casellario Politico dei sorvegliati, ristretto alla Provincia di Avellino, si impegna a fondo nel ripulire i dati e nell’aggiungere informazioni, tra cui la geolocalizzazione dei luoghi menzionati. Creano diverse visualizzazioni, si divertono nel sistema (moderatamente, come è giusto che sia :-)). E, alla fine, noi pubblichiamo il loro dataset, qui in Hetor.

Fin qui, tutto normale. Anche troppo. Una buona pratica di open data, condita con l’entusiasmo di un gruppo di diciassettenni. Se non fosse che, tra le varie attività, esce fuori una visualizzazione interessante, che mostra la ultima residenza nota di ciascuno dei sorvegliati speciali. Eccola.

Si vede da qui come molti dei sorvegliati scappano, chi negli Stati Uniti, chi in Sudamerica, chi in Australia. Notate qualcosa di strano? Provate a zoommare sull’Europa, e si vede qualcosa. Che spicca. Un solo puntino, solitario, sulla Spagna.

fotopartigianoQuesta immagine viene mostrata in vari seminari, è simpatica e mostra in un solo colpo tutta la attività fatta dai ragazzi. Ma questo puntino continua a essere evidente, a stimolare curiosità. Si tratta di Giuseppe Cristino, di Montecalvo Irpino. Nato nel 1918, morto a 23 anni.
Come faceva un rifugiato politico a scegliere la Spagna per fuggire dall’Italia fascista? In quel periodo, in Spagna si combatte una guerra civile, crudele come tutte le guerre, perché fuggire lì?

E qui scatta l’aiuto del “migliore amico del curioso”, Google. Un paio di ricerche, incrociate, per verificare le informazioni. Ed ecco la storia, quella di un ventenne, antifascista, che scappa, prima, a Parigi per poi passare in Spagna per arruolarsi nelle Brigate internazionali che combattevano contro Franco. Di nascosto dei genitori. Combatte, nella Battaglia dell’Ebro, e, insieme ad altri 30.000, viene catturato prigioniero. In un campo di concentramento in Spagna, sfinito dagli stenti, muore, poi, nel 1941 di tifo.

E questo era il senso di questo puntino solitario sulla mappa, quella di un ragazzo di venti anni, che all’età in cui tutti noi, fortunatamente, abbiamo avuto altri pensieri, ha deciso di scappare e andare a combattere. E mi sembra importante che io abbia risposto, stasera, alla chiamata che veniva da quel puntino solitario sulla mappa. E abbia raccontato la sua storia, quella di Giuseppe Cristino, morto a 23 anni in Spagna.

Questa è una storia di dati. Di dati aperti.