Grande partecipazione all’evento finale dell’IIS A. M. Maffucci di Calitri

Questa mattina, nell’Aula Magna della sede dei Licei artistico e scientifico dell’IIS A. M. Maffucci di Calitri sono stati presentati i progetti degli studenti impegnati nelle attività di alternanza scuola – lavoro in collaborazione con il progetto Hetor.

I ragazzi si sono occupati della realizzazione di dataset Open sulle risorse culturali di Calitri e dell’Alta Irpinia.

I progetti dei circa 40 studenti coinvolti sono:

  • Chiese e luoghi artistici del comune di Calitri, realizzato dal gruppo di studenti: Marialaura Russo, Azzurra Metallo, Francesca Lanza, Maria Lucia Araneo;
  • Storia locale di Bisaccia – Rivista “La Torre”, realizzato da Roberta Formiglio, Pia Gargano, Manuela Maffucci, Giusi Mastrullo;
  • Casali ed edifici antichi del Comune di Calitri, realizzato da Yuri Andriaccio, Angelo Buscetto, Vito Calabrese, Simone Zotta;
  • Arti e mestieri antichi del museo Beniamino Tartaglia di Aquilonia – Sezione Mestieri, realizzato dal gruppo di studenti: Annamaria Calia, Natasha Cignarale, Vanessa Tartaglia, Federica Daniele;
  • Arti e mestieri antichi del museo Beniamino Tartaglia di Aquilonia – Sezione Attrezzi, realizzato da Gabriele Lotrecchiano , Emmanuel Balestrieri , Antonio Coppola, Federico Calabrese;
  • Usi e costumi dell’Alta Irpinia, realizzato dagli studenti: Angela Tartaglia, Agostino Terlizzi, Luca Rubino, Asmaa Ben Sellam, Enzo Russo;
  • Aziende agricole dell’Alta Irpinia, realizzato dal gruppo di studenti: Florindo Maffucci, Gaetano Acocella, Simone Ziccardi, Mauricio Cappiello, Luigi D’Antuono, Vincenzo Galgano, Alessio Cristiano, Stefano Angelillo, Simone Graziano, Serena Tozzi, Michele Federici, Francesco De Luca, Ilaria Graziano, Vita Grieco, Milena Castellano.

Il primo progetto si è proposto di ricercare e catalogare i siti artistici del territorio di Calitri, tra cui chiese e cappelle, al fine di valorizzare queste risorse talvolta dimenticate o non adeguatamente considerate.

Gruppo Chiese e luoghi artistici

Il secondo progetto, si è concentrato sull’analisi e sulla classificazione degli articoli dell’unica raccolta rimasta della rivista “La Torre”. L’intento è stato quello di valorizzare ciò che il territorio dell’Alta Irpinia ha da offrire culturalmente, tramite quest’importante fonte di informazioni e tradizioni. Gli studenti hanno anche intervistato uno dei redattori del giornale, Mimmo Vivolo, per approfondire alcuni argomenti, mostrando quindi un vivo interesse nell’attività svolta.

Gruppo Storia locale di Bisaccia

Il terzo gruppo si è occupato dei Casali e degli edifici antichi presenti nel territorio del comune di Calitri per valorizzare le risorse minori e meno conosciute del territorio, riportando alcune fonti orali, testimonianza importante del passato.

Gruppo Casali ed edifici antichi

I due dataset sugli attrezzi e i mestieri presenti all’interno del Museo Beniamino Tartaglia di Aquilonia sono stati presentati insieme da alcuni dei ragazzi alla presenza dei responsabili del Museo, Alessandro Annunziata e Gerarda Coppola, che durante le attività hanno dato piena disponibilità agli studenti per visitare, catalogare e fotografare le varie sale del Museo. Inoltre, uno degli studenti, Yuri Andriaccio, ha presentato un lavoro svolto in autonomia riguardante il Museo, mostrando spiccate doti informatiche e una forte passione per il progetto.

 

Gruppo del Museo Beniamino Tartaglia – Arti e Mestieri

Il gruppo successivo ha presentato il progetto riguardante gli Usi e i costumi appartenenti ai territori dell’Alta Irpinia, evidenziando alcuni aspetti culturali molto importanti.

Gruppo usi e costumi

Infine, l’ultimo progetto, si è occupato della catalogazione delle aziende agricole dell’ Alta Irpinia, ponendo le basi per un possibile approfondimento dell’argomento e per una proficua collaborazione tra scuola e aziende del territorio. I ragazzi hanno realizzato il dataset con l’aiuto di due agronomi, Vincenzo Di Masi e Marta Marino, che si sono resi disponibili per approfondire alcuni argomenti affrontati dagli studenti.

 

Gruppo Aziende Agricole

 

Tutti i gruppi hanno sottolineato l’aspetto importante del progetto e della piattaforma SPOD, grazie alla quale i ragazzi hanno riscoperto le proprie origini, valorizzando il proprio territorio.

Inoltre, è stato posto l’accento sull’importanza della fusione tra beni culturali e tecnologia, un aspetto affrontato anche dalle personalità che hanno partecipato all’evento, tra cui: il Dirigente Scolastico prof. Gerardo Vespucci, il sindaco di Calitri Michele Di Maio e il prof. Vittorio Scarano, docente di informatica presso l’Università degli Studi di Salerno e coordinatore del progetto ROUTE-TO-PA.

Alla presentazione hanno partecipato anche le prof.sse Marialuisa Giannone, Mirella Ramundo e Cecilia Maria Colombini, coordinatrici  delle attività di Alternanza scuola – lavoro e figure essenziali per la buona riuscita del progetto.

Gli interventi delle varie personalità che hanno partecipato all’evento

I lavori dei ragazzi sono presenti e liberamente consultabili sul nostro sito, sulla pagina appositamente dedicata alle attività dell’IIS A. M. Maffucci di Calitri.

 

 

 

Grande successo alla presentazione del Liceo Mancini di Avellino

Oggi pomeriggio, nell’Aula Magna del liceo P. S. Mancini di Avellino sono stati presentati i progetti degli studenti della classe V F, impegnati nelle attività di alternanza scuola – lavoro in collaborazione con il progetto Hetor.

I ragazzi si sono occupati della realizzazione di dataset Open sulle risorse culturali di Avellino e del territorio dell’Irpinia.

I progetti dei 20 studenti coinvolti sono:

  • Il “Casellario Politico Centrale per la provincia di Avellino”  è stato realizzato dal gruppo di studenti: Francesco Adinolfi, Cosimo Ciardiello,  Alessandro Maria, Gabriele Grasso, Davide Iannaccone, Francesco Porfido, Francesco Capobianco, Manuela Sarnese, Alessandro Iandolo, Fernand Abbe;
  • I “Marchi di fabbrica della provincia di Avellino” è stato realizzato dal gruppo di studenti: Carmine Gloriante, Benedetta D’Amelio, Irene Petrillo, Martina Cuciniello, Miriam De Blasi, Andrea Giorgi. Gennaro Fratta,   Marco Rinaldi, Nicola Preziosi, Nicola Petkovic;
  • Il “Museo Irpino (Sezione “Mefite” ed “Epigrafi”)” è stato realizzato dagli tutti gli studenti della classe V F.

Il primo progetto, partendo dai dati raccolti dall’Archivio Centrale dello Stato nella sezione Casellario Politico Centrale, si è proposto di arricchire e implementare le informazioni in esso contenute, al fine di creare un profilo di più ampio spessore degli osservati politici della provincia di Avellino durante il Regno D’Italia e, in particolare, durante il Regime Fascista. Ciò ha permesso ai ragazzi di approfondire lo studio di questo periodo, di grande importanza per la comprensione della cultura e della storia moderna.

 

 

Il secondo progetto, si è concentrato sullo studio dell’archeologia industriale, ponendo particolare attenzione alle industrie presenti sul territorio irpino, analizzandone, nello specifico, i singoli marchi di fabbrica. L’intento era quello di fornire alle nuove generazioni una visione della città di Avellino evidenziandone il passato industriale, analizzando il paesaggio urbano dalla fine dell’ottocento in poi, al fine di ricostruire l’identità culturale del paese.

 

 

Infine, l’ultimo progetto, partendo da un lavoro pregresso dei ragazzi, svoltosi sempre nell’ambito del progetto di Alternanza scuola – lavoro negli anni precedenti,  si è concentrato sulla costruzione di due dataset, contenenti le informazioni raccolte studiando i reperti del Museo Provinciale Irpino e in particolare della sezione dedicata alla dea Mefite e alla Epigrafi. I ragazzi avevano come obiettivo la creazione di un dataset Open del “Museo Irpino”, implementando i dati già catalogati e soprattutto rendendoli accessibili a chiunque.

 

 

I ragazzi hanno inoltre presentato gli articoli pubblicati sul blog di Hetor e sul sito del loro stesso liceo, in cui hanno analizzato e interpretato i dati raccolti nella fase preliminare del lavoro.

In conclusione, gli studenti hanno sottolineato quanto questa esperienza sia stata importante e soprattutto quanto l’impegno profuso sia stato proficuo, terminando l’incontro con queste parole:

“Abbiamo in questo modo realizzato il fine ultimo di Hetor, condiviso e perseguito anche da noi: trasformare una serie di dati priva di un significato ben preciso in una storia da raccontare, condivisibile sulla rete e fruibile da chiunque al fine della valorizzazione dei beni culturali. Ecco quindi come avviene concretamente la coesione tra tecnologia e patrimonio culturale”.

Durante l’evento sono intervenuti il Dirigente Scolastico Nicolina Silvana Agnes, la Dott.ssa Elena Gaudio (referente MIUR), la Prof.ssa Clementina Cantillo (referente del DISPAC), il Prof. Sergio Picone (referente ASL Liceo Mancini), il Dott. Felice Russillo (Consigliere Di Amministrazione del Consorzio DATABENC), elogiando il lavoro degli studenti e ammirandone la voglia e la passione profusa nel recuperare la memoria e le tradizioni del territorio.

Inoltre, ogni gruppo è stato introdotto dal proprio referente, tra cui il gruppo di Hetor presentato dal Prof. Vittorio Scarano.

 

Gli ospiti intervenuti all’evento

 

Gruppo 1
Gruppo 2
Gruppo 3
Gruppo 4

 

Presentazione dei progetti degli studenti del Liceo A. Diaz di San Nicola La Strada

La creazione collaborativa di Open Data per la riscoperta del patrimonio culturale di San Nicola La Strada

Ieri mattina nel Salone Borbonico di San Nicola La Strada sono stati presentati i progetti degli studenti delle classi del Liceo A. Diaz, impegnati nelle attività di alternanza scuola – lavoro in collaborazione con il progetto Hetor.

I ragazzi si sono occupati della realizzazione di dataset Open sulle risorse culturali di San Nicola La Strada e della Provincia di Caserta.

I progetti dei 27 studenti coinvolti sono:

  • Il Museo Open della Civiltà Contadina – a cura di Anna Carnevale, Davide Capasso, Micaela Cermola, Erica Malorgio, Martina Nuzzi, Vittoria Perfetto, Alessandro Tortora
  • Risorse e Beni culturali Minori Sannicolesi – a cura di Clemente Convertito, Christian Crimaldi, Linda D’Anna, Anastasiya Fedoryuk, Giulio Martucci, Michele Martucci, Gaetano Russo
  • Stradario ragionato: le strade di San Nicola La Strada – a cura di Davide Afflitto, Jacopo Andreozzi, Daniela Magnotta, Filippo Mastroianni, Michele Morgillo, Samuel Salzillo, Marika Zuna
  • Casellario politico provinciale di Caserta durante il Fascismo – a cura di Assunta Dell’Ostia, Giulia Iacomino, Matteo Mavica, Kevin Papa, Giulia Raffone, Raffaele Sibilio

Il primo progetto è stato creato con l’intento di catalogare i manufatti presenti nel Museo della Civiltà Contadina, poco valorizzato, per far si che i cittadini sannicolesi conoscano e apprezzino il suo valore e ne riconoscano l’importanza storica.

Lo scopo principale di questo lavoro è quello di voler preservare la memoria storica degli usi e costumi locali.

 

 

Il secondo progetto è nato con l’intento di valorizzare le risorse e i beni culturali minori di San Nicola La Strada, spesso dimenticati o dati per scontati. Ciò è stato fatto partendo da un censimento di tutti i beni presenti sul territorio, aggiungendo informazioni dettagliate, in particolar modo analizzandone il periodo storico di appartenenza.

 

 

Il terzo progetto è stato creato con l’intento di classificare e localizzare tutte le vie, le strade, le piazze e le varie arterie presenti nel Comune di San Nicola la Strada. Tra i campi più importanti riportiamo quelli della geolocalizzazione e dell’individuazione del percorso, analizzandone talvolta le località e le denominazioni antiche.

Si differenzia da uno stradario tradizionale, inoltre, per la presenza di informazioni riguardanti i personaggi a cui le strade sono intitolate, attraverso una sintesi della loro biografia e della loro qualifica: in questo modo si costruisce uno stradario ragionato, che permette un approfondimento storico – culturale che non si sofferma solo sulla toponomastica del territorio.

 

 

Il quarto e ultimo progetto, partendo dai dati raccolti dall’Archivio Centrale dello Stato nella sezione Casellario Politico Centrale. si è proposto di arricchire e implementare le informazioni in esso contenute, al fine di creare un profilo di più ampio spessore degli osservati politici della provincia di Caserta durante il Regno D’Italia e, in particolare, durante il Regime Fascista.

 

 

Sono inoltre intervenuti il Prof. Vittorio Scarano, la Docente Rosaria Sabino e il Sindaco di San Nicola La Strada Vito Marotta, elogiando il lavoro degli studenti e ammirandone la voglia e la passione profusa nel recuperare la memoria e le tradizioni del territorio.

 

Prof. Vittorio Scarano, Dipartimento di Informatica, Università degli Studi di Salerno e Prof. Rosaria Sabino, docente del Liceo A. Diaz
Vito Marotta, Sindaco di San Nicola La Strada
Prof. Vittorio Scarano, Dipartimento di Informatica, Università degli Studi di Salerno
Gruppo 1 – Museo Open della Civiltà Contadina
Gruppo 2 – Risorse e beni culturali minori sannicolesi
Gruppo 3 – Stradario ragionato di San Nicola La Strada
Gruppo 4 – Casellario politico provinciale di Caserta durante il Fascismo

 

 

 

Liceo “P.S. Mancini” di Avellino: gli studenti analizzano i dati co-creati

Gli studenti  (classe IV F) del  Liceo Scientifico “P. S Mancini” di Avellino, hanno realizzato i seguenti articoli per ogni dataset co-creato nelle rispettive stanze di cocreazione e  con discussioni  nelle stanze  dell’ Agora:

  1. Il progetto “Casellario Politico Centrale per la provincia di Avellino”  è stato realizzato dal gruppo di studenti: Francesco Adinolfi, Cosimo Ciardiello,  Alessandro Maria, Gabriele Grasso, Davide Iannaccone, Francesco Porfido, Francesco Capobianco, Manuela Sarnese, Alessandro Iandolo, Fernand Abbe. La collaborazione e le discussioni  si sono svolte nella stanza  dell’ Agora: Casellario Politico Centrale .
  2. Il progetto “I marchi di fabbrica della provincia di Avellino” è stato realizzato dal gruppo di studenti: Carmine Gloriante, Benedetta D’Amelio, Irene Petrillo, Martina Cuciniello, Miriam De Blasi, Andrea Giorgi. Gennaro Fratta,   Marco Rinaldi, Nicola Preziosi, Nicola Petkovic. La collaborazione e le discussioni  si sono svolte nella stanza  dell’ Agora: Marchi di fabbrica
  3. Il progetto “Museo Irpino (Sezione “Mefite” ed “Epigrafi”)” è stato realizzato dagli tutti gli studenti della classe IV F. La collaborazione e le discussioni si sono svolte nella stanza dell’ Agora: Museo Irpino.

L’ elenco dei datasets  con relative note al dato cocreato, sono stati  pubblicati  sulla piattaforma HETOR:

 

(1) Casellario Politico Centrale per la provincia di Avellino

Il fascismo è un movimento politico a carattere nazionalista, autoritario e totalitario nato in Italia all’inizio del XX secolo per principale iniziativa di Benito Mussolini. E’ considerato anticapitalista e populista sul piano ideologico, mentre sul piano sociale tende a tutelare la proprietà privata e la divisione della società in classi. La storia dell’ Italia fascista comprende quel periodo che va dalla presa del potere del fascismo e di Benito Mussolini, ufficialmente avvenuta il 29 ottobre 1922, sino alla fine del regime fascista, avvenuta formalmente il 25 luglio 1943.

Nonostante il regime avesse in Italia un fortissimo consenso, vi furono anche numerosi oppositori, contrari alle ideologie e alla politica del Duce. L’usufruire di organizzazioni paramilitari significò, per il fascismo, rendere clandestina qualsiasi forma di opposizione al regime.

Al termine della prima guerra mondiale, il movimento antifascista era costituito dai componenti delle organizzazioni operaie, dai militanti socialisti, comunisti e anarchici (la cui presenza è nettamente maggioritaria), e dai rappresentati delle organizzazioni liberali.

Ottenuto il controllo dell’apparato statale, il Partito Nazionale Fascista iniziò a usare le forze di polizia per reprimere l’antifascismo, inserito nel frattempo come reato nel codice penale di Alfredo Rocco. La repressione dell’antifascismo veniva operata da più apparati: da un lato l’OVRA e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, corpi creati dal fascismo, dall’altro la polizia e i carabinieri. Secondo quanto affermato da Luigi Federzoni in un discorso alla camera il numero di uomini nelle forze di polizia ascese rapidamente a 100.000 uomini. La repressione dell’antifascismo raggiunse l’apice della sua ferocia durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana, in concomitanza con la durezza dell’occupazione militare tedesca.

Come dimostrano i dati dell’ Archivio Centrale di Stato  (ACS), anche in Irpinia il movimento antifascista ebbe molti seguaci tra soggetti appartenenti a diversi correnti politiche e ceti sociali.

Fig.1.: Attività nella stanza di cocreazione con dataset cocreato dagli studenti e i metadata  

Ecco una mappa relativa agli ultimi luoghi di residenza degli osservati dal regime: molti tra i nati in provincia di Avellino operarono non solo in Campania, ma anche nel Nord Italia e all’ estero (specialmente Francia, USA e America Meridionale).

Fig.2: Mappa ultimo luogo di residenza

 

Come mostra il seguente grafico a barre, gli osservati erano per la stragrande maggioranza uomini, dal momento che a quel tempo le donne non si interessavano di politica e non avevano ancora il diritto di voto.

Fig.3: Prevale il genere maschile nella  maggioranza degli osservati

I dati attestano che nel 1928 e nel 1929 si ebbe il massimo numero di nuovi osservati. Questo perché proprio in quegli anni il fascismo aveva consolidato il suo potere e poteva limitare meglio le forme di opposizione.

Fig.4: Istogramma per i nuovi osservati per anno

 

Il 1943, invece, in coincidenza con la caduta del fascismo, è l’anno col numero maggiore di fine osservazioni, sintomo del fatto che il regime stava ormai perdendo autorità sul territorio.

Fig.5: Istogramma fine osservati per anno

 

Relativamente alla Provincia avellinese, il 37% circa degli osservati era un socialista (per la precisione 189 persone, come mostra la datalet relativa al conteggio degli osservati per colore politico)

 Fig.6: Conteggio degli osservati per colore politico

 

Conteggio osservati per colore politico, partito che per ideologie più si differenzia da un movimento politico di estrema destra come il fascismo

Fig.7: Grafico a torta relativo al conteggio osservati per colore politico in Provincia

 

Visto che i socialisti erano in numero maggiore in Provincia, questa è una mappa di dove operavano.

Fig.8: Mappa socialisti in Provincia

Ecco un istogramma relativo al numero di osservati che svolgevano una certa professione. Si nota che la maggior parte degli antifascisti erano contadini: probabilmente la politica agricola di Mussolini o la ridistribuzione della ricchezza durante il regime aveva suscitato parecchio malcontento tra la parte più povera della popolazione.

Fig.9: Istogramma sulle professioni

 

Questa datalet mostra invece in che modo veniva praticamente attuata la repressione dell’antifascismo. I provvedimenti più diffusi nei confronti degli osservati erano la radiazione e l’iscrizione alla Rubrica di frontiera. Il termine “radiazione” indica la fine della sorveglianza, la chiusura definitiva del fascicolo e la sua eliminazione dal Casellario. La Rubrica di frontiera era invece un elenco di soggetti che sarebbero potuti espatriare (prevalentemente nella Confederazione Elvetica) per sfuggire alla repressione.

Fig.10: Grafico sul numero di osservati per annotazione(i)

 

Quest’ultima datalet mostra quanti soggetti venivano osservati per un certo numero di anni. Per molti di loro l’osservazione durava circa un decennio, mentre pochissimi vennero tenuti in osservazione per quasi un cinquantennio. Si trattava probabilmente di coloro che organizzarono la Resistenza italiana, ossia l’insieme dei movimenti politici e militari che in Italia dopo l’armistizio di Cassibile si opposero al nazifascismo nell’ambito della guerra di liberazione italiana. Il movimento della Resistenza fu caratterizzato in Italia dall’impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN).

Fig. 11: Grafico sulla durata delle osservazioni

 

Il movimento antifascista ebbe in fin dei conti successo poiché portò il regime alla caduta e con il referendum del 1946 alla nascita della Repubblica Italiana. Ancora oggi nella Costituzione Italiana, in vigore dal 1° gennaio 1948 è sancito il divieto di rifondazione del Partito fascista. E’ dunque un onore sapere che anche nella Provincia di Avellino furono in molti a lottare con le armi e senza contro la dittatura e l’oppressione.

Conclusioni

L’acquisizione e l’elaborazione di queste informazioni d’archivio, reperibili presso il sito dell’ Archivio Centrale di Stato , ci ha consentito di effettuare un lavoro di sintesi sul Casellario Politico Centrale della provincia di Avellino (1894-1945). Si tratta, comunque, solo di una parte dei dati resi fruibili dall’ ACS in quanto è possibile consultarne anche altri come quelli dedicati ai Marchi di Fabbrica.

In generale le informazioni sugli osservati sono state inserite in un dataset co-creato  composto da 510 righe e 22 colonne che è stato pubblicato anche sulla piattaforma HETOR con le relative “Note al dato co-creato” e i metadati  ed è disponibile qui. Al fine di divulgare in modo più descrittivo i dati è stato realizzato un elaborato scritto arricchito da visualizzazioni grafiche (datalet), rese disponibili in anteprima nella sezione Agora del “Casellario Politico Centrale”.  Lo scopo era anche quello di  riuscire a  costruire uno studio attraverso l’aiuto indispensabile dei dati. Tutta questa attività ha dimostrato come sia possibile trasformare una lunga tabella fatta di aride informazioni e semplici numeri in un testo descrittivo; ciò ha reso i dati accessibili, divulgabili e ricchi di significato. In conclusione per completare le informazioni mancanti nel dataset si potrebbe approfondire la ricerca presso le sezioni locali dell’ ACS, specialmente quella di Avellino, dove potrebbero essere conservate le schede biografiche di gran parte degli osservati.

 

(2) Marchi di fabbrica nella provincia di Avellino

Le informazioni utilizzate per costruire il dataset sui marchi di fabbrica della provincia di Avellino depositati presso le camere di commercio italiane durante il XX secolo sono stati estrapolati con cura e attenzione dal sito ufficiale dell’ Archivio Centrale dello Stato.

I dati recuperati sono stati inseriti in una tabella (dataset) nella stanza di co-creazione dedicata, dove sono stati distribuiti, a seconda della loro tipologia, nei vari campi.

Fig.1.: Attività nella stanza di cocreazione con dataset cocreato dagli studenti ed anteprima di una datalet

Il dataset di partenza è stato implementato con l’aggiunta di alcuni campi ed è ora composto da 43 colonne e 33 righe da noi terminate durante il progetto di alternanza scuola-lavoro. Tale attività ci ha consentito di creare delle visualizzazioni grafiche (datalet) grazie alle quali è stato possibile effettuare un’analisi sulle fabbriche presenti sul territorio Avellinese in quel periodo.

Il marchio di fabbrica, in senso ampio, indica un segno che contraddistingue un oggetto per riconoscerlo e per definirne le caratteristiche. È spesso applicato ai prodotti di un’ impresa o ad una merce per tutelarla dalla legge al fine di evitare imitazioni o contraffazioni e per testare che sia conforme a particolari norme. Sul territorio irpino dal 1869 al 1980 sono sorte numerose imprese e relativi marchi di fabbrica. Come si può notare, la maggior parte di queste aziende è attiva nel secondo dopoguerra, probabilmente sulla scia del boom economico concretizzatosi di lì a poco. In generale, l’Irpinia, non era un’area a grande vocazione industriale.

Fig.2: Aziende attive nel secondo dopoguerra

 

Alcune aziende sono attive nella produzione di liquori e vini, di torrone, di prodotti per la cura della persona e di oggettistica. Come emerge dalla seguente tabella il prodotto maggiormente diffuso in territorio irpino è il liquore.

Fig. 3: Numero di aziende attive nella produzione dei liquori

 

Questa datalet mostra come i padri benedettini siano stati attivi sul territorio anche da un punto di vista commerciale, infatti essi sono i proprietari di un ingente numero di aziende nel territorio durante il periodo analizzato.

Fig. 4I  padri benedettini siano stati attivi sul territorio anche da un punto di vista commerciale

 

Negli anni in cui nacquero le fabbriche in questione le donne non erano ancora del tutto emancipate e spesso lasciavano che gli uomini si occupassero del guadagno lavorativo. A testimonianza di ciò la maggior parte dei proprietari è di sesso maschile.

Fig. 5: Solo uomini proprietari delle fabbriche

 

Sembra, inoltre, che gli opifici si concentrassero soprattutto nella città di Avellino e nella vicina Montevergine.

Fig. 6: Opifici presenti nelle città di Avellino e nella vicina Montevergine

 

La maggior parte delle fabbriche, infatti, sono situate ad Avellino, le altre in provincia ed una fa riferimento ad un’azienda forse operante a New York (U.S.A.).

Fig. 7: Dislocazione delle fabbriche con presenza rilevante in Avellino

 

La maggior parte delle fabbriche situate nel territorio irpino hanno depositato la propria richiesta nella camera di commercio di Avellino.

Fig. 8: Marchi depositati nella camera di commercio di Avellino

 

I marchi di fabbrica analizzati godono di un logo che li contraddistingue attraverso espressive immagini raffiguranti paesaggi, animali, piante e acronimi.

Anche la scelta dei colori contribuisce ad enfatizzare il logo colpendo l’occhio del cliente.

Fig.9: I colori e il logo dei marchi

Conclusioni

Molti di questi marchi irpini sono ancora presenti nel territorio e vendono i propri prodotti anche a livello nazionale.

Non sappiamo con precisione quali di queste imprese sopravvivono ancora ma possiamo citarne alcune grazie alla nostre conoscenze.

La “Ditta Ved. Cav. Angelo Mastroberardino & figli” per esempio, produce i suoi vini ancora oggi permettendo anche ai clienti stranieri di poter assaporare le risorse del territorio irpino.

Anche l’azienda dei “Padri Benedettini” continua a vendere i propri prodotti: la sua storia è nata molto tempo fa ma tuttora, anche attraverso le nuove tecnologie, può contare su una forte produzione.

Dunque, i marchi di fabbrica non sono solo un modo per far arricchire le aziende ma piuttosto un modo per tutelare il nostro patrimonio.

In generale le informazioni sulle fabbriche presenti sul territorio Avellinese  sono state inserite in un dataset co-creato  composto da 33 righe e 43 colonne, dove sono stati divisi, a seconda della loro tipologia, nei vari campi che è stato pubblicato anche sulla piattaforma HETOR con le relative “Note al dato co-creato” e i metadati  ed è disponibile qui. Al fine di divulgare in modo più descrittivo i dati è stato realizzato un elaborato scritto arricchito da visualizzazioni grafiche (datalet), rese disponibili in anteprima nella stanza: “Marchi di fabbrica, città di Avellino” della sezione Agora.

(3) Museo Irpino  (Sezione “Mefite” e “Epigrafe”)

Introduzione

La città di Avellino è il più importante centro dell’ Irpinia, zona di fondamentale interesse archeologico per la riscoperta dei costumi delle antiche popolazioni italiche. Al centro della città è situato il Museo Provinciale Irpino, all’ interno del quale sono custoditi reperti di inestimabile valore, ed è allestita anche una sala dedicata alla Mefite, divinità dalla fisionomia molto intrigante.

Nell’ antichità si credeva che il luogo di Mefite costituisse l’accesso agli Inferi e che le vittime delle esalazioni sulfuree provenienti dal laghetto ribollente a lei dedicato fossero dei sacrifici graditi alla dea. Mefite è una dea celeste e ctonia, delle acque sorgive, salutifera, mediatrice, propiziatrice delle unioni e della fecondità, con spiccati tratti erotici, legata anche alla fertilità della terra e degli animali e al mondo muliebre. Il culto della dea avveniva in un tempio, in cui il devoto si lasciava investire dalla rumorosa prepotenza dei gas e dell’acqua, davanti alla quale ogni uomo si sente impotente e senza difesa. Questo tempio fu localizzato nel 1780 ed è stato confermato da successivi scavi archeologi. Scavi effettuati nella valle d’ Ansanto hanno riportato alla luce la stipe votiva del Santuario ed espressive statuette in legno (XOANA). Pervenute quasi intatte sino ai nostri giorni, per l’azione dei gas e l’umidità del terreno, costituiscono un “unicum” tanto da destare l’interesse da parte di studiosi provenienti da ogni parte del mondo. Nell’ area del Santuario inoltre si rinvennero sepolture romane databili dall’ età tardo imperiale fino a quella giustinianea (III-IV secolo d.C.). Nella zona sono state rinvenute anche tracce di abitazioni, probabilmente usate da coloni addetti al santuario, e di un emporio. I materiali rinvenuti sono costituiti principalmente da statuette fittili, integre o in frammenti, alcune di tipo italico, altre di tradizione culturale greca (si contano ben 446 pezzi). Molto interessanti sono pure alcune sculture in legno, caratterizzate da un accentuato espressionismo del volto, di fattura sicuramente indigena, tra le quali spicca il grande Xoanon ligneo del V secolo a. C. . Le statue lignee ritrovate nella stipe votiva della Mefite sono reperti importantissimi di grande valore archeologico e sono custoditi attualmente nel Museo irpino di Avellino. Nel museo sono anche presenti alcune statuette di offerenti, nonché gioielli in oro che costituiscono il tesoro di Mefite.

Fig.1.: Attività nella stanza di cocreazione con dataset cocreato ed immagini aggiunte dagli studenti  

 

Fig.2: Linea del tempo per la datazione dei manufatti

 

Fig.3: Cronologia delle statuette nel museo irpino

 

 

Dal punto di vista  dei materiali utilizzati per gli ex voto si evince che la maggior parte sono in argilla (suddivisi in tre tipologie) e in legno.

Fig.4: Grafico a torta  relativo ai materiali delle varie statuette

 

Attività: gli oggetti votivi

Durante il lavoro di alternanza scuola – lavoro abbiamo creato un dataset ricatalogando alcuni pezzi della sala della Mefite (21 oggetti e 11 epigrafi). Avevamo come obiettivo la creazione di un modello, anche se allo stato embrionale, di una sezione  Open del “Museo Irpino” che implementasse quella esistente.

Attraverso i dati a nostra disposizione abbiamo prodotto anche alcune visualizzazioni grafiche (datalet): la linea del tempo dinamica ci permette, ad esempio, di visualizzare non solo il reperto ma anche di collocarlo cronologicamente. Abbiamo notato, pertanto, che la maggior parte dei reperti risale al V secolo a.C. e che la totalità di essi sono precedenti alla nascita di Cristo. Empiricamente si potrebbe dedurre, ma va sottolineata la limitatezza del campione, che il santuario era attivo soprattutto in epoca imperiale.

Risultati

Il dataset sui materiali è formato da 21 righe e 30 colonne quello sulle epigrafi è composto, invece, da 12 righe e 52 colonne.

Le informazioni sono state rielaborate a partire dai cataloghi presenti nel museo. L’apparato fotografico è stato realizzato dal gruppo di lavoro del Liceo Mancini di Avellino. La schedatura è stata fatta secondo la nomenclatura ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione). A causa dell’eterogeneità degli oggetti è stato difficile per noi creare datalet efficienti in grado di comunicare maggiori informazioni rispetto al dataset di partenza.

Epigrafi

L’epigrafe è un testo esposto pubblicamente scolpito su un supporto di materiale non deperibile come marmo, pietra o metallo. I testi ci tramandano la memoria di un personaggio, di un evento storico o di un atto. Le parole possono essere incise, oppure dipinte (tituli picti) o realizzate all’ interno di un mosaico. Le epigrafi possono essere collocate in un luogo chiuso (chiesa, cappella, palazzo), all’aperto (piazza, via, cimitero) o poste su un oggetto. Le iscrizioni presenti nel museo di Avellino provengono dai alcuni siti della provincia. Interessanti quelle dell’antica Aeclanum (oggi Mirabella Eclano) che è uno dei centri sanniti più importanti dell’Irpinia.

Tra il 1970 e il 1980 lavori di scavi hanno portato alla luce numerosi ed importanti reperti.

Fig.5: Ubicazione originaria per le iscrizioni presenti nel museo

 

I Romani hanno sempre avuto gran rispetto per la morte e per tutti i rituali ad essa legati. Con il passare dei secoli le tipologie funerarie cambiarono, ma un elemento che rimase sempre fisso: la presenza di epigrafi.

 

Fig.6:  Epigrafi raggruppate per tipologia

Nella Roma antica un materiale particolarmente pregiato, e man mano che nuovi territori venivano conquistati ne iniziarono a Roma le importazioni, era il marmo. Gli alti costi dovuti al trasporto da cave spesso lontane dal luogo di impiego lo resero inizialmente un materiale di lusso, il cui utilizzo per i monumenti pubblici, o nelle epigrafi.

Fig.7:  Materiali utilizzati nelle epigrafi

La maggior parte delle epigrafi risalgono al I-II secolo d.C.

Fig.8:  Cronologia delle epigrafi

 

Visto che risalgono a più di 2000 anni fa, il tempo ha fatto si che non tutte le epigrafi restassero in buoni condizioni.

Fig.9: Stato di conservazione e tipologia iscrizioni

 

Fig.10: Un catalogo di  foto realizzato  dagli studenti per le epigrafi

Risultati

Il dataset sui materiali è formato da 21 righe e 30 colonne invece quello sulle epigrafi è composto, invece, da 12 righe e 52 colonne. I rispettivi datasets  sono stati  pubblicati anche sulla piattaforma HETOR con le relative “Note al dato co-creato”,  i metadati  e sono disponibili ai seguenti link: Museo irpino ed Museo Irpino: Epigrafi (Avellino).

Le informazioni sono state rielaborate a partire dai cataloghi presenti nel museo. L’apparato fotografico è stato realizzato dal gruppo di lavoro del Liceo Mancini di Avellino. La schedatura è stata fatta secondo la nomenclatura ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione). A causa dell’eterogeneità degli oggetti è stato difficile per noi creare datalets efficienti in grado di comunicare maggiori informazioni rispetto al dataset di partenza.

Valutazione intermedia dei lavori del Liceo A. Diaz di San Nicola La Strada

 

Oggi, i ragazzi del Liceo A. Diaz di San Nicola La Strada hanno presentato il lavoro svolto durante la prima fase progettuale.

Nelle prime 3 ore, gli studenti hanno continuato a completare i dataset, ospitati in uno dei laboratori del Dipartimento di Informatica dell’ateneo. Nel pomeriggio, ciascuno dei 4 gruppi ha discusso l’avanzamento del proprio lavoro:

GRUPPO 1.

I ragazzi del primo gruppo hanno presentato il dataset che raccoglie gli oggetti presenti nel Museo della civiltà contadina di San Nicola La Strada. Il dataset risulta molto corposo ma non ancora completato;

GRUPPO 2.

Il dataset sulle risorse minori presenti sul territorio è risultato meno corposo dunque si è deciso di focalizzare l’attenzione sull’arricchimento dei campi così da valorizzare maggiormente ciascuna risorsa;

GRUPPO 3.

Gli studenti hanno presentato i dati raccolti nel dataset dello Stradario ragionato della città, evidenziando la necessità di aggiungere ulteriori campi per poter rendere il lavoro ancora più dettagliato;

GRUPPO 4.

L’ultimo gruppo ha presentato il dataset sul Casellario politico giudiziario della provincia di Caserta e con i dati raccolti è stato già possibile individuare una serie di informazioni sugli spostamenti dei perseguitati politici in epoca fascista.

Tale step intermedio si è rivelato di grande utilità, poiché sono stati individuati i punti di forza e di debolezza dei dataset al fine di migliorare e completare al meglio il lavoro per poter valorizzare al più possibile il territorio.

Avendo a disposizione altre 20 ore, i ragazzi termineranno in autonomia il lavoro iniziato insieme a scuola, guidati e monitorati da remoto dai Tutor che li hanno seguiti finora.

La creazione collaborativa di Open Data per la riscoperta del patrimonio culturale nocerino

Stamattina nell’Aula Magna del liceo G.B. Vico di Nocera sono stati presentati i progetti degli studenti delle classi del Linguistico e del Classico, impegnati nelle attività di alternanza scuola – lavoro in collaborazione con il progetto Hetor.

I ragazzi si sono occupati della realizzazione di dataset Open sulle risorse culturali di Nocera Inferiore e del territorio dell’agro nocerino.

I progetti dei 9 studenti coinvolti sono:

  • Il museo Open: la valorizzazione del patrimonio del Liceo G.B. Vico – a cura di Marco Covelli, Ilenia D’antuono, Serena di Carluccio, Maria Nunzia Sciacca, Concetta Telese.
  • Itinerari culturali di Nocera Inferiore – a cura di Sergio Claudini, Emilia Mura
  • Itinerari culturali di Nocera Inferiore – Percorso contemporaneo: le fabbriche dismesse – a cura di Aniello Fasanino, Anna Vittoria Fattore

Il primo progetto è stato dedicato alla creazione di un dataset con lo scopo di promuovere e valorizzare i beni interni alla stessa scuola. Infatti, i ragazzi si sono dedicati alla creazione di un Museo Open d’istituto, catalogando gli oggetti presenti all’interno di alcune aree della struttura: alcuni provenienti dal laboratorio scientifico, come gli animali impagliati, altri provenienti dal laboratorio di chimica, come gli animali in formalina e in materiale bioplastico, oltre a scheletri ed ossari. Inoltre sono state censite anche le lapidi commemorative presenti nell’atrio della scuola, il busto di Gian Battista Vico e alcuni dipinti. Il tutto corredato da un catalogo fotografico realizzato anch’esso dagli stessi ragazzi.

 

 

Il secondo progetto, Itinerari culturali, aveva come obiettivo la riscoperta del territorio nocerino attraverso la schedatura dei siti di interesse storico – culturale al fine di valorizzare e promuovere il loro paese natio. Inoltre i ragazzi hanno ampliato le loro ricerche anche ai paesi limitrofi, dividendo il dataset sia per località che per periodo storico di appartenenza, analizzando l’evoluzione di questi luoghi nel corso dei secoli.

 

Infine, l’ultimo progetto, partendo dagli Itinerari culturali, si è concentrato sullo studio dell’archeologia industriale, ponendo particolare attenzione alle industrie presenti tutt’ora o in passato nel territorio dell’agro nocerino, analizzandone, nello specifico, i singoli marchi di fabbrica.  L’intento era quello di fornire alle nuove generazioni una visione della città di Nocera Inferiore evidenziandone il passato industriale, analizzando il paesaggio urbano dagli anni ’20 in poi, al fine di ricostruire l’identità culturale del paese.

 

Sono inoltre intervenuti il Dirigente Scolastico Teresa De Caprio, il Prof. Vittorio Scarano e il Sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato, elogiando il lavoro degli studenti e ammirandone la voglia e la passione profusa nel recuperare la memoria e le tradizioni del territorio.

 

Gli studenti del Liceo G.B. Vico con il Prof. Vittorio Scarano

 

Presentazioni degli studenti del Liceo G.B. Vico
Interventi del Dirigente scolastico Teresa De Caprio, del Prof. Vittorio Scarano e del Sindaco Manlio Torquato

Conclusione dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro

Il Liceo G.B. Vico di Nocera Inferiore presenta i suoi lavori all’Università degli Studi di Salerno.

Con oggi si concludono le attività dei ragazzi della scuola G.B. Vico di Nocera Inferiore.
Ospitati dal Dipartimento di Informatica, i ragazzi hanno presentato i risultati del lavoro realizzato all’interno del progetto di alternanza scuola-lavoro, discutendo anche di possibili sviluppi futuri.

 

 

 

L’obiettivo condiviso e perseguito dai ragazzi nella creazione dei dataset è stato quello di valorizzare il patrimonio culturale e territoriale di Nocera Inferiore e non solo.
L’entusiasmo degli alunni dimostrato nei confronti delle attività svolte testimoniano il valore del progetto Hetor e l’importanza della collaborazione e della condivisione della conoscenza.

Ma lasciamo la parola agli stessi protagonisti:

Il lavoro che abbiamo compiuto su SPOD ci ha fatto vivere una interessante esperienza. Questa piattaforma infatti ci ha permesso di lavorare anche da casa mantenendo sempre stretti i contatti con i nostri tutor che ci hanno seguito dall’inizio alla fine. Inoltre tutti quanti noi abbiamo apprezzato la brillante efficacia del binomio informatica – arte, metaforicamente presente e passato, che ha messo in risalto le nostre radici e quelle della nostra città. Sono rimasto felicemente sorpreso da questa esperienza, anche perché SPOD rappresenta un mezzo semplice e veloce da utilizzare per riscoprire e valorizzare il nostro territorio.

Sergio Claudini, Liceo Classico G.B. Vico classe 3AC

 

La mia esperienza di alternanza scuola lavoro è stata, per diverse ragioni, davvero molto positiva ed interessante. Ho potuto valorizzare gli oggetti presenti nelle vetrine del liceo G.B. Vico, ormai dimenticati da molti. Ho imparato a creare inventari, prima cartacei e poi in formato digitale, attraverso la creazione di dataset. Ho conosciuto nuove piattaforme come, ad esempio, SPOD. Spero di continuare con questo percorso di alternanza per poter maggiormente valorizzare, non solo a livello regionale ma anche internazionale, i beni che custodiamo all’interno del liceo, utilizzando SPOD e Hetor come mezzo di diffusione.

Maria Nunzia Sciacca, Liceo Linguistico G.B. Vico classe 3EL

 

La mia esperienza di alternanza è stata molto positiva. La ragione principale è stata la presenza di un ottimo gruppo di persone e compagni che hanno reso questa esperienza maggiormente piacevole. Grazie a questo progetto ho imparato a creare dataset, datalet e a valorizzare il mio istituto. 

Serena Di Carluccio,  Liceo Linguistico G.B. Vico 3EL

 

Grazie a questa esperienza ho avuto la possibilità di acquisire informazioni e di conoscere appieno i luoghi che frequento tutti i giorni. Sono cresciuta tanto, responsabilizzandomi ed instaurando un rapporto con i miei compagni ed i miei tutor.

Emilia Mura, Liceo Linguistico G.B. Vico 3EL

 

Lavori in corso per il Liceo A.Diaz di San Nicola La Strada

Gli studenti del Liceo “A.Diaz” di San Nicola La Strada stanno lavorando in quattro diverse stanze di co-creazione, ogni gruppo su un argomento specifico.
I temi, aventi tutti come obiettivo la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, sono stati decisi sulle basi dei suggerimenti sia degli studenti all’interno dell’Agorà, sia dei docenti.

La scelta è, dunque, ricaduta sui seguenti argomenti:
– Museo della civiltà contadina – descrivere e schedare i materiali e rendere fruibili le informazioni in formato Open del Museo della Civiltà Contadina di San Nicola La Strada
– Risorse e beni culturali minori – schedatura dei siti e delle cose di interesse di S. Nicola la Strada, per valorizzare il territorio, individuando siti e manufatti di interesse
– Stradario ragionato di San Nicola La Strada – creare uno stradario ragionato del comune di San Nicola la Strada, associando a ciascuna arteria o piazza delle informazioni utili
– Casellario politico giudiziario della provincia di Caserta – ricostruire il tessuto sociale degli osservati politici in provincia di Caserta durante il Regno d’Italia

Le attività sono ancora in corso. Gli studenti stanno raccogliendo informazioni da siti web, libri, articoli e riviste locali al fine di completare i dataset che saranno pubblicati sul sito di Hetor e, successivamente, trasformati in post per il blog.

Attività in corso del Liceo Linguistico e Classico di Nocera Inferiore

Sono terminate le ore di attività previste presso la sede del Liceo classico e linguistico Gian Battista Vico di Nocera Inferiore.

Durante i primi incontri si sono decisi gli argomenti da trattare, considerando anche le possibilità di riutilizzo dei dati:
– Itinerari culturali di Nocera
– Archeologia industriale: Le fabbriche dismesse di Nocera
– Museo del Liceo classico Gian Battista Vico

Le motivazioni alla scelta sono state le seguenti:
– Creare uno stradario ragionato della città
– Recuperare la memoria storica dei vecchi insediamenti industriali
– Creare un catalogo completo e open degli oggetti presenti all’interno dell’Istituto

Nelle 20 ore trascorse, gli studenti hanno lavorato divisi per gruppi.
Il primo e il secondo gruppo hanno reperito materiale bibliografico sul quale basare le loro ricerche, oltre alla consultazione dei dati presenti sul sito dell’Archivio Centrale di Stato.

Il terzo gruppo, invece, avendo carenza di bibliografia da cui attingere informazioni (il catalogo degli oggetti era incompleto), ha lavorato alla creazione di un nuovo catalogo degli oggetti musealizzati della scuola, provvedendo a fornire dettagliate descrizioni dei reperti e un nuovo numero inventariale.
Grazie all’autorizzazione della Preside, gli studenti hanno avuto la possibilità di entrare in contatto diretto con i reperti, estraendoli dalle vetrine, analizzandoli accuratamente e fotografandoli.

Avendo a disposizione altre 30 ore, i ragazzi termineranno in autonomia il lavoro iniziato insieme a scuola, guidati e monitorati all’occorrenza dai Tutor che li hanno seguiti finora.

Al via le attività di alternanza scuola – lavoro del Liceo Scientifico Statale A. Diaz

Anche il liceo “A. Diaz” di San Nicola la Strada inizia oggi la collaborazione con il progetto Hetor in occasione delle attività formative previste dal progetto di “Alternanza scuola – lavoro”, che coinvolge 27 studenti, promosse dal distretto Databenc in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Salerno.

Durante la prima lezione, tenuta dal Prof. Vittorio Scarano, gli studenti hanno appreso, come usare la piattaforma sociale SPOD, cosa sono gli Open Data e le attività di cui si occupa il progetto Hetor.

In questa prima fase gli studenti hanno avuto modo di provare la piattaforma in via pratica: sono state create quattro stanze nella sezione Agorà, ognuna trattante un diverso argomento, nelle quali i ragazzi, divisi in quattro gruppi, hanno dovuto portare a termine dei compiti che gli erano stati assegnati, attraverso la creazione di datalet specifiche.

Nella seconda fase è stato richiesto agli studenti di lavorare a delle tematiche simili tra loro all’interno di diverse stanze di co-creazione, mantenendo gli stessi gruppi della fase precedente, al fine di completarlo nel tempo stabilito, pubblicarlo e creare datalet con i dati raccolti.